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Visualizzazione post con etichetta Politiche ambientali. Mostra tutti i post
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12/12/12

Legambiente, storia e attività



Legambiente è una delle associazioni italiane tra le più attive sul nostro territorio. Dal 1980 ha iniziato la sua attività, inizialmente nell'ambito delle ARCI e solo a partire dagli anni '90 è diventata autonoma, prendendo l'attuale nome di Legambiente. 
Associazione senza scopi di lucro, Legambiente si occupa non solo di ambiente e di natura, ma anche della salvaguardia del territorio, del patrimonio artistico e culturale e della salute collettiva. Anche se ciò che la contraddistingue da sempre rispetto alle altre organizzazioni è la particolare attenzione verso l'ambientalismo scientifico, più in generale delle sviluppo tecnologico e della ricerca.

Legambiente si pone come ideale l'azione del cambiamento che parte da una maggiore sensibilizzazione del genere umano, nei suoi aspetti più importanti. Tutto ciò si trasforma in una visione positiva ed ambiziosa del futuro, in cui è sempre l'uomo protagonista di un mondo più equo e migliore. Per giungere poi alla loro missione, quella di essere un movimento politico-culturale in cui i cittadini si uniscono e si organizzazioni per cercare di cambiare il mondo

Tra i tanti valori, Legambiente ha da sempre inserito:
ambientalismo scientifico
  • sostenibilità ambientale
  • solidarietà, cooperazione, equità sociale
  • qualità dei territori
  • bene comune
  • partecipazione democratica
  • autonomia e dialogo
  • conoscenza libera, consapevole, diffusa
  • rispetto della diversità.

Nella lunga storia di Legambiente, si possono annoverare la lotta contro le centrali nucleari inseguito al disastro di Cernobyl, la Goletta Verde, un viaggio lungo le coste italiane da Genova a Trieste in cui si verificavano lo stato delle zone balneari, la lotta alle ecomafie e il campionato solare a partire dal 2010.

11/07/12

Green economy, soluzioni italiane




Alcuni la considerano una risposta italiana alla conferenza di Rio, altri invece preferiscono vederla come un'iniziativa a sé, lontana dal fallimento dell'incontro brasiliano del mese scorso. In ogni caso, gli Stati Generali della Green Economy sembrano essere una svolta all'interno del campo delle iniziative sulla sostenibilità, che in questo caso vuole partire dall'Italia per essere poi un punto fondamentale anche a livello internazionale.

Gli Stati Generali sono composti e supportati da 39 categorie, che fanno riferimento ad alcuni settori, tra i quali il riciclo dei rifiuti, agricoltura, servizi ambientali e rinnovabili. Gli Stati si riuniranno insieme nel novembre prossimo a Rimini, nello specifico il 7 e l'8, mentre la fase di preparazione al meeting è già in corso. Infatti dal 3 luglio fino al 25 settembre si terranno vari gruppi di lavoro, su specifiche tematiche che saranno esposte nell'incontro finale di novembre.
I gruppi di lavoro sono così divisi:
  • eco-innovazione
  • eco-efficienza delle rinnovabili e del riciclo
  • risparmio energetico
  • fonti rinnovabili
  • servizi ambientali
  • mobilità sostenibile
  • filiere agricole
  • sviluppo di una finanza e di un credito sostenibili per la green economy.
L'obiettivo principale sarà quello di trovare la via italiana alla green economy. Vista in una doppia accezione: da una parte dell'ambientale, da preservare il più possibile e da sfruttare al tempo stesso nei limiti della natura, e dall'altra la via più prettamente economica, in cui una nuova economia green possa essere vista come un punto di rilancio per l'economia italiana in tempo di crisi. 

06/07/12

Spiagge e speculazioni



In tempi di vacanza bisogna fare i conti non solo col divertimento, ma anche sulla speculazione e su come difendersi dalle truffe in spiaggia. Infatti quest'ultimo è un fenomeno che negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede, emergendo come un'anomalia quasi ed esclusivamente italiana.

Tra le truffe più ricorrenti ci sono sicuramente le spiagge privatizzate, che portano i bagnati a pagare decine e decine d'euro per poter usufruire di una giornata di mare in pieno relax. Il tutto inseguito ad una chiara non applicazione della legge che stabiliva l'accesso gratuito in tutti gli stabilimenti balneari. Ciò ha portato ad all'aumento dell'enorme speculazione intorno agli stabilimenti balneari. In particolare questo ha provato una cementificazione delle spiagge stesse e quindi una deturpazione del paesaggio balneare.

A questo proposito c'è stata una movimentazione di massa da parte di numerose associazioni ambientaliste e da parte di alcuni esponenti politici, che hanno raccolto addirittura le firme necessaria per un referendum che probabilmente si terrà in primavera. Ma la mobilitazione va avanti anche sul web, con le varie segnalazioni e con la creazione di un manuale online per evitare le truffe, soprattutto in questo periodo dell'anno.

23/06/12

Rio+20, un altro fallimento?





Erano 20 anni che il Brasile aspettava questo nuovo summit sullo sviluppo sostenibile, alla fine c'è stato, ma non ha risposto alle aspettative di molti. Infatti, dopo Durban, anche Rio+20 sembra essersi rivelato un nuovo fallimento per quanto riguarda la gestione degli Stati riguardanti ambiente e sviluppo.

Non c'è stato bisogno di aspettare la conclusione dell'incontro tra i rappresentanti dei vari paesi e le associazioni ambientaliste, che già quest'ultime nei giorni scorsi avevano proclamato il fallimento del summit. Nella conferenza precedente all'inizio dei lavori e dedicata alla stesura degli obiettivi di cui discutere, non ci sono stati né obiettivi e né impegni da dover rispettare. Ciò che è uscito fuori da una settimana di discussioni è stato soltanto la stesura di alcuni buoni consigli che i grandi della Terra hanno voluto evidenziare per poter continuare a credere in uno sviluppo sostenibile. Ma questo e niente più, nulla di concreto e nulla di nuovo. 


A Rio erano presenti circa 200 tra associazioni ambientaliste e organizzazioni sociali, che contavano circa 30mila persone che hanno manifestato contro il fallimento, dando vita ad un controsummit chiamato la Cupola dei popoli che ha cercato di presentare un testo alternativo a quello discusso dai vari paesi. Un modo per cercare di recuperare ad un totale disastro, tanto da aver portato molti a denominare la conferenza Rio-20.

15/06/12

V Conto Energia, luci e ombre



Il Conto Energia è quel decreto ministeriale, che servirà ad incentivare, per imprese ed enti pubblici, l'installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica. Avviato nel 2006, il decreto quest'anno è arrivo alla sua quinta modifica, attraverso il dialogo tra Stato e Regioni. Ma a qualche giorno dalla sua divulgazione, persistono alcuni dubbi sulla sua attuazione.

  • Cosa comporta il V Conto Energia?
Nei 19 articoli del decreto vengono stabiliti dei tagli alle incentivazioni, con adeguamento alle normative europee e che in Italia, essendo al di sopra, avevo portato ad un boom dell'installazione di di impianti. La conseguenza di ciò è ricaduta sui cittadini, che hanno avuto un aumento sulla loro bolletta. 
Novità rispetto al passato, sono i registri ai quali bisognerà registrare tutti gli impianti fotovoltaici, anche quelli più piccoli. In questo modo lo Stato avrebbe controllerebbe la situazione attraverso delle aste, con una distribuzione più equa degli incentivi.

  • Errori e contestazione.
L'emanazione del decreto ha visto l'opposizione di numerose associazione, tra cui anche Legambiente, che chiedono maggiore chiarezza su alcuni punti. Molti hanno focalizzato l'attenzione sul ritardo del decreto, che sarebbe dovuto uscire un anno e mezzo fa e che ha visto il susseguirsi di numerose bozze che non hanno fatto altro che bloccare i prestiti di alcune banche, e sulla sua data di attuazione: prima luglio, poi ottobre, infine il 2013.
Non piace la soglia che viene imposta per la registrazione degli impianti fotovoltaici, le tariffe ridotte e la restrizione dei limiti di spesa. Le associazioni non sono state d'accordo sulla loro esclusione al banco delle discussioni, in quanto quest'ultime avrebbe preferito un'autoregolamentazione, piuttosto che l'attuazione dei registri.
Il punto su cui molti si battono è, quello anche più grave, dell'eliminazione dell'incentivo/premio per la rimozione dell'eternit dalle coperture; ci sarà l'obbligo di toglierlo ma non senza incentivi.

07/06/12

Rio+20, cosa sarà




Dopo Durban 2011, molte questioni sono state rimandate alla conferenza di Rio+20, che si terrà dal 20 al 22 giugno in Brasile. Il tutto avverrà a distanza di 20 anni esatti dal primo vertice mondiale dell'UNCED (United Nations Conference on Environment and Developmen) del 1992.

Il vertice di RIo+20 avrà al centro delle discussioni due importanti tematiche:
  • Economia verde all'interno di uno sviluppo sostenibile come mezzo per ridurre la povertà, strumento che molti Stati hanno adottato negli ultimi tempi per far fronte non solo alla crisi economica, ma anche per cercare di avere effetti positivi sulle fasce della società meno abbienti;
  • Riforma della governance internazionale che si occupa di ambiente, apportando delle modifiche al quadro istituzionale per un miglioramento unitario delle politiche ambientali.
La preparazione dell'evento è iniziata già nel 2010 con un primo incontro a New York tra gli Stati aderenti, in cui si sono stabiliti alcuni aspetti fondamentali, quali il raggiungimento degli obiettivi e il miglioramento della situazione normativa. Un secondo incontro è avvenuto nel 2011, sempre a New York con lo scopo di approfondire le tematiche e stilare un documento finale per la conferenza. Un terzo incontro si terrà nei giorni immediatamente precedenti all'inizio dell'evento, con lo scopo di rifinire i dettagli finali.

Anche l'Italia si sta preparando all'evento, con alcune iniziative di fondamentale importanza incentrati sulla partecipazione civile alle tematiche dell'ambiente. Tali iniziative sono state il Forum della Società Civile, con la presentazione della conferenza di Rio+20 e la creazione di una banca dati in cui sono stati inserite tutte le esperienza della società per quanto riguarda il binomio sviluppo sostenibile e riduzione della povertà.

Ciò su cui si basa la conferenza di Rio+20 è una lunga serie di dichiarazioni che negli ultimi anni sono state firmate da numerosi paesi, che hanno avuto lo scopo di promuovere lo sviluppo sostenibile a livello nazionale. Infatti tema fondamentale dell'imminente vertice mondiale sarà proprio quello di promuovere una sostenibilità globale e ambientale che possa portare ad una nuova consapevolezza  in particolare della società civile. Proprio su quest'ultimo fondamentale soggetto che si vorrà incentrare l'intero vertice. Un nuovo modo di rafforzare l'impegno dei singoli Stati, non solo a livello di  ambientale, ma anche di politica, di economia e qualsiasi strato della società.

27/05/12

L'Italia e l'amianto.



Legambiente inizia ad avere sempre più un ruolo di primo piano nella lotta che da anni l'Italia cerca di combattere contro l'amianto. Oramai è una storia lunga a cui di tanto in tanto si aggiunge un nuovo tassello. 

Una legge in Italia esiste e risale al '92, in cui si stabiliva il divieto di utilizzare l'amianto e la possibilità di poter effettuare una bonifica delle strutture e poter procedere quindi all'eliminazione e alla sostituzione con altri materiali. 
A vent'anni dall'introduzione di tale legge, le cose sembrano essere rimaste pressoché uguali. Molte regioni ancora non hanno effettuato il censimento e di conseguenze tutto l'iter successivo. Legambiente nel suo ultimo rapporto testimonia come molte amministrazioni siano in forte ritardo per quanto riguarda la bonifica del territorio, ma alcune non sono stati avviati questi piani di smantellamento dell'amianto. Ancora oggi in molti città si trovano quindi strutture che contengono amianto e soprattutto si continuano a registrare casi di decessi dovuto ai tumori provati dall'amianto. 
Una delle note maggiormente positive degli ultimi anni è stata sicuramente la sentenza del Tribunale di Torino, che circa un anno fa ha dichiarato colpevoli i responsabili della multinazionale che aveva fatto numerose vittime a causa dell'amianto e che avevano dato vita al più grane processo sull'amianto che sia mai stato fatto in Italia.

L'amianto rappresenta, secondo una definizione di Legambiente, un killer silenzioso e spietato che negli anni ha fatto molte vittime nel mondo del lavoro e non solo. Ma ha anche colpito l'ambiente e continua a farlo tutt'oggi. Si erano avanzate proposte di provvedimenti, che permettevano la sostituzione dei tetti ancora in eternit con i pannelli fotovoltaici e con un conseguente incentivo per la produzione di energia. Ma anche questo sembra essere un processo sempre più lungo e sempre più incerto.

21/05/12

Rigenerazione sostenibile per le città



Anche le case e le città hanno una scadenza. A lungo termine ovviamente, ma hanno comunque un punto di arrivo, che può essere sempre più breve se non si corre ai ripari di quello che già c'è e soprattutto del nuovo. Rigenerare il vecchio e il nuovo verso un indirizzo sostenibile. 

Cosa bisogna fare? Partire dalle nostre città, renderle il più possibile sostenibili e al massimo compatibili con l'ambiente. Condizione che si è resa necessaria soprattutto negli ultimi tempi, viste le condizioni che secondo alcuni sarebbero non molto ottimali per un paese come l'Italia. Ancora esistono delle lacune in termini di riciclo di rifiuti, di distribuzione dei finanziamenti e i conseguenti interventi governativi in materia  di ambiente e di energie rinnovabili. Si lavorerà poi anche sulle singole case, che secondo alcuni rappresentano una grande fonte di dispersione di energie. 

Chi lo farà? CNAPPC (COnsiglio nazionale architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori) e l'ANCE (Associazione nazionale costruttori edili), che fa riferimento a Legambiente, hanno dato via a questo progetto. Un'idea che dovrà essere concretizzato nei prossimi anni, nei prossimi 3 anni per l'esattezza. Ciò significherebbe dare un segnale forte e di riqualificazione di tutte quelle risorse che il Paese ha e che non sembrano essere pienamente utilizzare. 
A ciò si arriverebbe anche grazie ad una nuova politica rivolta alla consapevolezza da parte dei cittadini, da cui dovrebbe partire questo progetto. Un metodo di coinvolgimento molto semplice e innovativo, in linea con i tempi. Un app per smartphone che permetterà al singolo cittadino di controllare lo stato di sostenibilità della propria casa.

14/05/12

Un tribunale per l'ambiente



Creare una corte di giustizia internazionale per i crimini ambientali. Per il momento è solo un'idea e la bozza di quello che sarà, la vedremo più nello specifico nel mesi di giungo durante la conferenza di Rio sullo sviluppo sostenibile.

Fino ad ora i crimini riguardanti l'ambiente, in particolare legati alle ecomafie, avevano evidenziato il vuoto amministrativo intorno a questo genere di reati. L'iniziativa è partita dall'ICEF, l'International court of the environment foundation, che sta cercando di convincere i paesi dell'ONU ad aderire a questa iniziativa, che sarà presentata a Rio da alcuni esponenti italiani, che stanno cercando in tutti i modi di sensibilizzare il nostro governo ad emanare direttive in tal senso. 
ICEF è un'organizzazione senza scopo di lucro con sede a Roma, che da anni si occupa di controversie in materia di diritto internazionale dell'ambiente. Il suo principale obiettivo è quello di promuovere un sistema equilibrato di un governo mondiale che possa occuparsi di materiale ambientale. Una mancanza legislativa che gli ultimi dati in materia di inquinamento e disastri ambientali hanno reso quanto mai necessario. Soprattutto per quelle situazioni in cui l'amministrazione locale non basta più, ma bisogna fare riferimento ad organi superiori e capaci di giudicare in modo permanente e specifico. 

Istituire un tribunale internazionale speciale per l'ambiente porterebbe numerosi benefici con sé. Come un nuovo approccio ai problemi ambientali, che fino ad ora sono stati considerati di secondo piano e anche avere un nuovo rapporto con l'ambiente stesso.

02/05/12

Cambiamenti climatici, la situazione in Italia



Sono molteplici i nomi con cui può essere chiamato questo fenomeno: riscaldamento globale, siccità, cambiamento climatico o più semplicemente deserto che avanza. In ogni caso è una situazione che sta iniziando ad interessare il nostro paese, che ha visto il 2011 come uno dei periodi con maggiore siccità negli ultimi cinquant'anni e che ha costretto alcuni comuni ad apportare misure restrittive per quanto riguarda il consumo dell'acqua.

Qualche mese fa, un giornale locale della Emilia-Romagna, pubblicava in prima pagina l'allarme per l'intera regione e soprattutto metteva in guardia i cittadini sulle norme da seguire per cercare di ridimensionare l'uso dell'acqua. Le zone interessate erano e sono tutt'ora Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Fino al 31 maggio di quest'anno, i cittadini dovranno osservare le precauzioni del caso per sprecare il meno possibile l'acqua che in questa zona si è vista drasticamente diminuire. La violazione di alcune delle regole imposte dalla protezione civile locale, le multe andranno da un minimo di 25 ad un massimo di 50 euro.

Quindi i problemi che fino a qualche tempo fa pensavamo fossero di terre lontane, sono quanto mai vicino a noi. E sembrano riguardare non solo l'Italia, ma anche alcun paesi come la Francia che in alcune regioni sta affrontando problemi che riguardano la scarsità d'acqua. Nella scorsa conferenza sul clima di Durban, sul tavolo si erano portati risultati alquanto drammatici delle condizioni che riguardano il surriscaldamento della terra e non solo il problema della siccità. Ma i provvedimenti in merito sono stati quasi nulli e di cerco la situazione non migliorerà, portando delle conseguenze anche sull'intera economia. Soprattutto se non si stabilisce un nuovo equilibrio nel rapporto tra l'uomo e la natura stessa, che negli ultimi anni è venuto a mancare.

19/04/12

Protocollo di Kyoto




Abbiamo sentito parlare del protocollo di Kyoto negli ultimi tempi, sia in relazione alle notizie riguardanti i risultati per la produzione di energia solare in Italia, sia per quanto riguardava la conferenza di Durban di qualche mese fa. Bisogna adesso fare chiarezza sulla sua funzione e sui suoi obiettivi.

Il protocollo di Kyoto è un tratta in materia di riscaldamento ambientale, che venne sottoscritta da 160 nel 1997 durante la Conferenza delle parti sul clima, ovvero i paesi industrializzati che hanno aderito alla Convenzione Quadro. Ma il tratta entrò in vigore soltanto nel 2005, quando si ebbe l'adesione del 55% degli stati che avevano stipulato qualche anno prima l'accordo. L'obiettivo fondamentale che si pone il protocollo e i paesi aderenti è quello di ridurre le emissioni di CO2 o comunque di tutti quei gas che sono la causa dell'effetto serra in una percentuale che viene stabilita da ciascun paese. Viene preso come punto di riferimento le emissioni relative al 1990, considerato anno base, da rapportare inizialmente al periodo 2008-2012. Ciò che caratterizza il protocollo è una serie di meccanismi flessibili, cioè quei meccanismi che tendono a massimizzare le riduzioni a parità di investimento. Infatti una delle parti più importanti del protocollo riguarda l'utilizzo da parte dei paesi aderenti di questi meccanismi attraverso i quali acquisire crediti di emissioni: Clean Development Mechanism, Joint Implementation e Emission Trading. L'Unione Europea ha stabilito una soglia di riduzione dell'8%, mentre l'Italia si è impeganta per un 6,5%. Da questi accordi risultano fuori alcuni tra i paesi più industrializzati del pianeta, tra cui gli USA che non hanno firmato gli accordi per paura di intaccare la propria economia, così come l'Australia.

Nell'ultima conferenza di Durban c'è stata una modifica all'intero protocollo, che vede nuovi obiettivi da raggiungere nel 2020. Modifica che si è ritenuta necessaria soprattutto dopo la rilevazione dei dati che non sono stati del tutto confortanti. Infatti le emissioni di gas inquinanti sono in continuo aumento, nonostante risultati positivi che si possono registrare in alcuni paesi. Ma i singoli casi non riescono a migliorare l'intera situazione globale, soprattutto quando paesi come gli USA e la Cina e da qualche mese anche il Canada, che sono i maggiori produttori di CO2, non hanno firmato il protocollo.

09/02/12

Ambiente e liberalizzazioni, cosa succede?





In tempi di crisi economica, di cambiamenti politici fondamentali, di grandi riforme e manovre, anche l'ambiente ne risentirà nel prossimi anni. In particolare il settore delle liberalizzazioni, che ha messo in rivolta moltissimi settori e che sembra toccare anche alcuni aspetti fondamentali dell'ambiente, in particolare del rinnovabile.

Ciò che potrà subire maggiori danni è sicuramente il fotovoltaico. Con il decreto legge del 2011, venivano stabiliti degli incentivi a chiunque installasse impianti fotovoltaici agricoli, avrebbe potuto
usufruire degli incentivi messi a disposizione dal Conto Energie. Ma con i nuovi decreti del primo mese del 2012, aboliscono in parte questi finanziamenti. Quindi chi ha investito in questo genere di impianti, difficilmente potrà ricevere gli incentivi precedentemente stabiliti. Soprattutto i sindacati, ai quali molti lavoratori si sono rivolti, hanno sollevato numerose proteste per chiedere alle forze politiche un passo indietro sul decreto legge. Polemiche che riguardano sia i lavoratori che hanno investito e ceduto in questo progetto, ma anche per cercare di dare una nuova fiducia alle rinnovabili.
Altro settore a rischio e quello dell'energia geotermica. In Toscana, la regione con i maggiori investimenti in questo tipo di rinnovabile, dovrà affrontare i numerosi tagli ai finanziamenti per i nuovi investitori per quanto riguarda il geotermico, una nuova tipologia di energia rinnovabile che sta prendendo piede proprio negli ultimi anni.

Due questioni sono ovviamente in primo piano. Quella degli investitori, e quella delle rinnovabili. I primi vedranno i loro investimenti non riconosciuti, o almeno riconosciuti solo in parte i loro sforzi e i loro sacrifici per attuare nelle proprietà in loro possesso. Mentre dall'altro c'è una frenata alla sviluppo delle rinnovabile, proprio in un periodo in cui in Italia sembravano essere entrate all'interno della cultura nazionale. Proprio ciò che aveva spinto la fiducia di molti ad investire in questi progetti. Ma adesso tutto sembra ricominciare d'accapo.

28/01/12

Tema: le ecomafie






Spesso si sente parlare di ecomafie. E anche questo argomento rientra di diritto nel capitolo che riguarda l'ambiente, occupando ovviamente una posto negativo.
È un termine coniato da Legambiente negli anni precedenti per indicare come la criminalità organizzata abbia influenzato anche l'ambiente e tutto ciò che lo riguarda, creando un vero e proprio commercio illegale. Infatti, proprio negli ultimi anni si è registrato un forte incremento di costruzioni abusive e dello smaltimento illegale di rifiuti per lo più tossici.

Le ecomafie partono dalle varie organizzazioni criminali presenti sul territorio. Non a caso le regioni in cui si sviluppano maggiormente tali reati ambientali sono le regioni del sud, per poi spostarsi anche al nord e in alcuni casi anche all'estero. Da qui vengono coinvolti vari imprenditori e amministratori locali, complici dei reati.
Una delle tecniche più diffuse è quella che riguarda i rifiuti e il loro smaltimento. Le modalità sono pressoché uguali e consistono nel trovare terreni abbandonati in cui vengono scavate delle grosse buche. Qui, durante le ore notturne i camion rilasciamo i rifiuti e in un secondo momento vengono ricoperte nuovamente. Altre volte, quando i rifiuti sono liquidi, vengono rilasciati direttamente nel terreno o ancor peggio nei fiumi o nei mari.
Questo fenomeno, trova spazio non solo in Italia, ma anche nei territori stranieri. Recenti inchieste, hanno infatti portato alla luce, come spesso territori come la Somalia e il Mozambico, siano stati protagonisti dello smaltimento dei rifiuti tossici italiani. Dietro tutto ciò, enorme è stata anche la quantità di denaro per la quale si è reso possibile tutto ciò.

Nonostante i gravi danni all'ambiente e anche alle persone, il problema delle ecomafie sembra ancora essere poco considerato. Infatti in Italia non esistono leggi che tutelino e condannino coloro che commettono tali reati. In tutto questo c'è da sottolineare però di come molte associazioni siano sensibili a tale problematica. Come ad esempio Libera, l'associazione contro le mafie, che da anni lotta per una difesa dell'ambiente e contro la criminalità. Legata a quest'associazione vi sono anche storie, quasi con un lieto fine. Storie come la Calcestruzzi Ericina, nota azienda di Trapani, che si è opposta alle al boicottaggio della mafia, diventando un'icona della lotta alle ecomafie.

09/01/12

Cos'è il green building


"Il termine green building indica un edificio progettato, costruito e gestito in maniera sostenibile ed efficiente, nonchè certificato come tale da un ente terzo indipendente"

fonte: wikipedia

16/12/11

Durban, chiusura e fallimento



Qualche settimana fa avevamo scritto dell'apertura dei lavori alla conferenza di Durban, la tanto citata CO17, che quest'anno si è tenuta in Sud Africa. Domenica 11 dicembre si sono chiusi i lavori, con due giorni di proroga rispetto al programma iniziale. Ma dopo quindici giorni di discussioni e di confronto, i risultati hanno delusi non solo gli ambientalisti, ma anche coloro che si aspettavano un vero e proprio cambiamento dopo la conferenza. Vediamo nel dettaglio cos'è successo in questi giorni.

I presupposti sembravano dei migliori: raggiungere entro il 2015 gli accordi del protocollo di Kyoto, aiutare i paesi più vulnerabili, ridurre le emissioni di CO2 in particolare dai paesi più industrializzati, stabilire degli accordi per quanto riguarda il Fondo Verde per il Clima. Alcuni di questi punti sono stati affrontati in modo molto superficiale, nonostante l'urgenza che era stata chiesta dagli ambientalisti e dai paesi più in difficoltà.

Per quanto riguarda il protocollo di Kyoto, è stato creato un protocollo 2 di Kyoto in cui non prenderanno parte Stati Uniti, Brasile, India e Cina. Nel nuovo protocollo si dovranno raggiungere nuovi accordi entro il 2015 che saranno attuati addirittura nel 2020. Anche se da quest'accordo mancavano ancora le adesioni di paesi come il Canada, il Giappone e la Russia. Proprio in questi ultimi giorni, il Canada ha annunciato il ritiro dal protocollo per alcuni ritardi nella presentazione dell'adesione alle condizioni dei nuovi accordi. Quindi tutto il nord-america si trova fuori dal nuovo protocollo di Kyoto.

Le poche certezze si hanno avuto per quanto riguarda il fondo monetario comune, in cui si è stabilito che i paesi che hanno sottoscritto l'accordo, verseranno 100mila dollari ogni anno fino al 2020. Ma oltre questo il nulla.

In molti hanno definito questi quindici giorni come un completo fallimento, in cui non è uscita nessuna certezza. Né riguardo i paesi più poveri e più soggetti ai cambiamenti climatici, né riguardo le emissioni di CO2. Si sono creati solo ipotetici accordi a lungo termine e gli ambientalisti si chiedono, cosa possa succedere nel frattempo.

11/12/11

Tema: l'Italia e le energie rinnovabili



Le energie alternative, rappresenterebbero il miglior modo che il nostro paese ha per far fronte al fabbisogno energetico e soprattutto il modo migliore per preservare l'ambiente. Quello di oggi e quello delle generazioni future.

È noto come l'Italia sia in una posizione favorevole geograficamente per poter sfruttare questo tipo di energie. Abbiamo i mari, la montagna, il sole per gran parte dell'anno e di conseguenza anche un buon clima. Ma nonostante questo, ci troviamo indietro rispetto ad alcuni paesi per quanto riguarda le rinnovabili.
Addirittura nei mesi scorsi si era chiesto a noi italiani di votare pro o contro il nucleare, ma il voto contrario è stato quanto mai schiacciate. A dimostrazione di come in Italia ci sia la volontà di incentivare e di sfruttare al meglio le energie in nostro possesso, ma spesso non le si usano al meglio. Ciò è dovuta anche una questione di legislazione, che ancora oggi non permette una giusta distribuzione delle energie rinnovabile e soprattutto non ha stabilito fondi adeguati per la loro attuazione

È abbastanza noto come negli anni precedenti, l'Italia avesse investito moltissimo sulle rinnovabili, in particolare prima degli anni '60. Ma col passare del tempo, le richieste di energia sono aumentate e spesso non si riesce a soddisfare i bisogni dell'intera popolazione. Un aspetto positivo in tutta questa situazione c'è. Infatti, mentre inizialmente venivano usati in larga misura impianti di produzione idroelettrico, col passare degli anni sono stati aggiunti anche altri sistemi, come eolico, fotovoltaico e combustione da biomassa. Questo ha fatto dell'Italia uno dei paesi che riesce a produrre una buona percentuale dell'intero fabbisogno energetico, anche se facciamo ancora largo riferimento ai paesi confinanti per quanto riguarda l'energia. Le regioni che producono di più nel nostro paese sono la Lombardia e il Trentino Alto Adige, che riescono a raggiungere in media il 15% del fabbisogno nazionale. Mentre le altre regioni sono al di sotto del 10%.

Nonostante ciò però in molti non vedono le rinnovabili come una possibile soluzione. Molti sostengono che spesso ci sia discordanza tra le fonti rinnovabili e i principi di sostenibilità. Come nel caso dell'utilizzo di alcune dighe, che ha scatenato le ire degli ambientalisti. Le polemiche sono insorte anche intorno agli accumulatori di energia, che in ogni caso vengono prodotti con materiali inquinanti.
In tutto questo non bisogna dimenticare che in Italia, moltissimi cittadini hanno iniziati ad impiantare sistemi di energia rinnovabili nelle proprie abitazioni. Questo fatto denota come non solo si possa ridurre l'intero consumo di energia generale, ma anche di come gli italiani siano sensibili a questa tematica e cercano di fare la loro parte.

02/12/11

Sostenibilità e sviluppo sostenibile. Facciamo il punto.





I concetti di sostenibilità e di sviluppo sostenibile forse sono meno trattati rispetto agli altri grandi argomenti riferito all'ambiente e alla green economy e di conseguenza sono poco conosciuti. Ma è fondamentale il loro apporto al giorno d'oggi, per numerosissime aziende che intendono agire verso una salvaguardia non solo economica, ma anche sociale ed ambientale.

Si iniziò a parlare di sviluppo sostenibile nel 1972, dove in una conferenza dell'ONU a Stoccolma, si concentrò l'attenzione non solo su questioni sociali, ma a queste si volle affiancare un tema fondamentale come quello dell'ambiente. Preservare l'ambiente per il presente, ma anche e soprattutto per le generazioni future.

Nel 1987, viene stilato il rapporto Brundtland dalla Commissione mondiale sull'ambiente e lo sviluppo, che sancisce il concetto di sviluppo sostenibile. Famosissima la definizione che ne venne data e che è rimasta alla base di questo concetto: “Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni.”
Nel '92, con la conferenza di Rio de Janeiro, vennero confermati i contributi di Stoccolma, con l'aggiunta di nuovi elementi, come l'innovazione tecnologie e la minimizzazione delle materie prime.
Fino agli anni 2000, con il VI piano d'azione dell'Unione Europea, che si impegna a raggiungere alcuni obiettivi nel 2010. tali obiettivi sono, il cambiamento climatico, preservare la natura e la biodiversità, l'ambiente e la salute e l'uso sostenibile delle risorse naturali e la gestione dei rifiuti.
Rientra in quest'elenco anche il protocollo di Kyoto del 1997.

Tutto questo percorso per giungere ad uno sviluppo durevole, che possa garantire un futuro migliore alle generazioni prossime. La peculiarità di tutto ciò sta appunto nel conciliare l'aspetto ambientale con l'aspetto sociale. Integrare povertà, diritti umani e salute, con la conservazione delle risorse naturali e dell'intero ecosistema. Il tutto con un apporta anche da parte dell'economia, in cui questi due sistemi si intreccerebbero. Ed è proprio da qui che si inizia a parlare di sostenibilità, in senso forte distinguendo il termine dal precedente sviluppo sostenibile. Anche se quest'ultimo aspetto è quello che più è stato sottoposto a critiche da parte dei più illustri economisti del nostro tempo, che considerano il tutto un'enorme contraddizione.

28/11/11

Durban 2011, la conferenza sul clima.





Questo è il quattordicesimo anno dall'attuazione del protocollo di Kyoto, il trattato internazionale riguardante l'ambiente e in occasione dell'avvio della conferenza di Durban, in Sud Africa, iniziata proprio oggi, si deciderà su un suo possibile rinnovo fino al 2020. Questo è molti altri temi saranno affrontati nel COP17, la diciassettesima conferenza dell'ONU sui cambiamenti climatici che riguardano la nostra terra. 200 paesi che saranno impegnati fino al 9 dicembre.

Appunto la scadenza del protocollo di Kyoto sarà al centro del dibattito. Infatti la riduzione degli elementi inquinati sembra non aver raggiunto i propositi del 1997, anno in cui venne stilato il trattato. Motivo per cui si vorrebbe prorogare la scadenza ancora per qualche anno o in alternativa sostituirlo con un altro accordo.
La seconda tematica che sarà affrontata in questi giorni, sarà quella del Fondo verde per il clima. Un fondo internazionale che dovrà sostenere i paesi in via di sviluppo e che ad oggi conta circa 100 miliardi di dollari. Ovviamente si dovrà decidere chi dovrà prendere la guida di tutto ciò per investire nello sviluppo sostenibile e nelle nuove economie green. Ma si affronteranno anche altri temi come la deforestazione, l'utilizzo di nuove tecnologie green e soprattutto si dovrà cercare un accordo tra tutti i paesi riguardo all'emissione di CO2.

Non poteva mancare in quest'occasione anche il messaggio di Greenpeace, l'associazione ambientalista non governativa e ambientalista che da circa quarant'anni lotta per salvaguardare l'ambiente. In un messaggio evidenziano la necessità di abbandonare la nostra dipendenza dai combustibili fossili ed attuare azioni concrete sull'ambiente. Il portavoce dell'associazione, Tove Ryding durante il suo messaggio all'apertura dei lavoro ha portato sul tavolo delle Nazioni Uniti alcuni punti fondamentali su cui concetrarsi:
• Assicurare un picco globale delle emissioni entro il 2015.
• Riduzione delle emissioni: colmare il divario tra politica e scienza.
• Assicurarsi che il protocollo di Kyoto continui e fornire un mandato per uno strumento globale giuridicamente vincolante.
• Stabilire un accordo finanziario sul clima.
• Istituire un quadro per la Protezione delle foreste nei Paesi in via di sviluppo.
• Rispondere alle esigenze dei paesi più vulnerabili.
• Assicurarsi la tecnologia e la cooperazione globale sull'Energy Finance.
• Assicurarsi la trasparenza nella valutazione e nel monitoraggio degli impegni e delle azioni a livello internazionale.
• Assicurare la partecipazione, la trasparenza, la democrazia nell'UNFCCC (United Nation Framework Convention on Climate Change).

Bisognerà aspettare quindi la fine della conferenza per cercare di capire come il mondo intere vorrà muoversi in una direzione nuova rispetto al passato, che di certo non ha portato a grandissimi risultatati. Anche se la situazione di crisi mondiale dell'economia, che ha colpito i più potenti paesi che fanno parte dell'ONU, non sembra essere un buon proposito per l'andamento del COP17.

26/11/11

Agroecologia, pensaci tu!





La popolazione sulla terra è aumentata esponenzialmente negli ultimi anni e non sembra arrestarsi. Ad oggi siamo quasi 7 miliardi e si prospetta che nel 2050 saremo addirittura in 9 miliardi. Il problema principale che risalta immediatamente è legato alla questione dell'alimentazione, le coltivazioni e di come la natura in un qualche modo si stia rivoltando contro l'uomo.

Ciò su cui si vuol puntare l'attenzione è appunto quel nuovo modo di fare agricoltura, che è stato definito appunto agroecologia, termine legato ai nuovi principi e metodi che si vogliono attuare in questo settore. Il termine ecologia, che viene affianca a quello di agricoltura indica appunto di come si voglia rivolgere l'attenzione anche a problemi legati all'ecostistema, a tematiche socioeconomiche e culturali. Ma anche preservare la biodiversità,incrementare l'autosufficienza delle risorse naturali, l'avvicendamento delle culture. Un modo che permetterebbe di portare in tavola cibi sani e genuini e soprattutto di poter tornare in armonia con la natura.

Inevitabilmente l'uomo negli ultimi anni ha approfittato dei suoi spazi, dei frutti e di tutto quanto aveva a disposizione. Adesso si iniziano a sentirne le conseguenze, anche e soprattutto a livello climatico. L'America Latina è uno dei più grandi esempi di agroecologia che si sono registrati al giorno d'oggi. Il territorio, devastato più di ogni altro dallo strapotere delle multinazionali e dalla loro sperimentazioni, sta cercando di ristabilire un certo equilibro con la natura, attuando un'innovativa politica di sostenibilità non solo economica e sociale, ma anche e soprattutto ambientale.

L'esempio dell'America Latina sta arrivando anche in Italia, dove ancora c'è un forte attaccamento ad un'agricoltura si biologia, ma fortemente condizionata dall'utilizzo di medicinali prodotti in laboratorio. È una strada ancora molto lunga, che si sta cercando di creare a poco a poco, coinvolgendo tutti gli strati della società e anche dell'economia. E in particolar modo nel nostro paese non si vuole evitare di abbandonarla, vista la secolare tradizione e la fama che l'Italia ha in questo settore.

24/11/11

Sprechi, ecco le nuove regole

Se fino a qualche tempo fa erano solo tre le R da seguire parlando di rifiuti e prevenzione ambientale, adesso le regole sono diventate sette. Dopo riusa, ricicla e riduci sono stati aggiunti ripara, risparmi, risorse ripresa. La popolazione negli ultimi anni è aumentata esponenzialmente, la natura inizia a ribellarsi e quindi si cerca di porre un rimedio e di sensibilizzare al massimo su questa tematica.

La popolazione, appunto. Secondo gli ultimi dati diffusi dall'Unione Europea che sta cercando di correre ai ripari per limitare i danni, la natura inizia a sentire il peso dei rifiuti che continuano ad aumentare in proporzione agli abitanti della terra. Ha indetto una serie di regole, appunto le sette R, puntando a farle diventare delle buone abitudini, partendo dai cittadini più piccoli.

Cosa prevede questo programma?
  • Riciclare il più possibile e nel modo adeguato. Infatti un buona separazione dei rifiuti, significa anche uno sfruttamento migliore degli stessi. 
  • Riusare il più possibile qualsiasi cosa che spesso buttiamo per pigrizia, magari reinventando qualcosa. 
  • Ridurre gli inutili sprechi, tra tutti l'utilizzo dei sacchetti di plastica al supermercato, preferendo quello di carta o quelli biodegradabili. 
  • Riparare qualsiasi cosa, piuttosto che buttarla. 
  • Risparmiare, con l'investimento in prodotti più durevoli e più sicuri. 
  • Scoprire il carattere di risorsa che possono avere anche i rifiuti. 
  • Ed infine ripresa, un modo per immaginare un futuro migliore, attraverso la comunicazione e la condivisione di tutto quanto detto finora.


La parola chiave di tutto è quindi di prendere delle buone abitudini. Informarsi, sapere, conoscere e mettere in atto tutto questo. Un modo per migliorare sia il nostro tempo, ma per giungere ad assicurare un futuro migliore alle generazioni prossime. Bastano piccoli gesti quotidiani che possono fare la differenza.