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Visualizzazione post con etichetta Cittadino e Ambiente. Mostra tutti i post
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12/12/12

Legambiente, storia e attività



Legambiente è una delle associazioni italiane tra le più attive sul nostro territorio. Dal 1980 ha iniziato la sua attività, inizialmente nell'ambito delle ARCI e solo a partire dagli anni '90 è diventata autonoma, prendendo l'attuale nome di Legambiente. 
Associazione senza scopi di lucro, Legambiente si occupa non solo di ambiente e di natura, ma anche della salvaguardia del territorio, del patrimonio artistico e culturale e della salute collettiva. Anche se ciò che la contraddistingue da sempre rispetto alle altre organizzazioni è la particolare attenzione verso l'ambientalismo scientifico, più in generale delle sviluppo tecnologico e della ricerca.

Legambiente si pone come ideale l'azione del cambiamento che parte da una maggiore sensibilizzazione del genere umano, nei suoi aspetti più importanti. Tutto ciò si trasforma in una visione positiva ed ambiziosa del futuro, in cui è sempre l'uomo protagonista di un mondo più equo e migliore. Per giungere poi alla loro missione, quella di essere un movimento politico-culturale in cui i cittadini si uniscono e si organizzazioni per cercare di cambiare il mondo

Tra i tanti valori, Legambiente ha da sempre inserito:
ambientalismo scientifico
  • sostenibilità ambientale
  • solidarietà, cooperazione, equità sociale
  • qualità dei territori
  • bene comune
  • partecipazione democratica
  • autonomia e dialogo
  • conoscenza libera, consapevole, diffusa
  • rispetto della diversità.

Nella lunga storia di Legambiente, si possono annoverare la lotta contro le centrali nucleari inseguito al disastro di Cernobyl, la Goletta Verde, un viaggio lungo le coste italiane da Genova a Trieste in cui si verificavano lo stato delle zone balneari, la lotta alle ecomafie e il campionato solare a partire dal 2010.

29/06/12

Media e sensibilità ambientale



Purtroppo la conferenza di Rio+20 non ha avuto i risultati che si sperava, sia a livello di decisioni, si a livello mediato. Infatti l'evento non ha avuto la risonanza che avrebbe di certo meritato. 

A tal proposito si sono fatti sentire alcuni giornalisti italiani che si occupano di queste tematiche con un appello rivolto ai grandi media italiani e non solo.
Il messaggio che hanno voluto mandare è quello di una maggiore consapevolezza che i cittadini devono avere delle problematiche a livello ambientale e che hanno riguardato e continuano a riguardare il nostro paese. 
Si era parlato nei mesi scorsi del pericolo che corre il nostro paese, soprattutto inseguito agli episodi di alluvioni e di altre catastrofi. Ma tutto si è fermato lì. Dai telegiornali nazionali, nell'ora di massima visione non se ne parla più, tanto meno a livello mondiale. Sono state poche, infatti, le TV o giornali che hanno trattato della conferenza di Rio+20, nonostante la portata mondiale dell'evento.

Certo se questi temi non vengono trattati su scala mondiale, difficilmente si potrà pretendere che vengano trattati in ambito locale.
Quindi ciò a cui fanno appello questo giornalisti, rivolgendosi ai grandi dell'editoria e del giornalismo, cercando soprattutto di uscire da quella retorica dell'emergenza che rischia di diventare quasi banale e di puntare all'informazione, piuttosto che al numero di spettatori o di lettori. Ovviamente esistono numerosi esperti del settore che si occupano anche di rinnovare queste informazioni, ma sembrano essere sempre troppo pochi e per questo bisogna fare molto di più.



21/06/12

Green Italy e una nuova possibilità



La crisi c'è, inutile nasconderlo. E sono sempre più frequenti le ricette che ci vengono dall'alto delle nostre istituzioni per cercare di combatterla o quanto meno arginarla. Addirittura un parlamentare, Ermete Realacci, ha scritto un libro su come fronteggiare la crisi, ma non ci da un consiglio come tutti gli altri. Cerca di puntare l'attenzione su quel settore che spesso e volentieri viene sottovalutato e di cui se ne nascondono le potenzialità, ovvero economia green.

Il libro in questione si chiama Green Italy, così l'Italia ce la farà, edito da Chiarelettere. Un manuale per uscire dalla crisi, di quelli che se ne vedono tanti. Ma in questo caso la parola nuova è appunto green. Puntare sull'economia green per ripartire di nuovo, per dare un nuovo slancio all'economia e per dare anche nuove possibilità ai giovani in un nuovo mercato del lavoro. Il motto più frequente all'interno del libro è "ce la possiamo fare", un invito che viene rivolto a tutti, soprattutto a chi vuole accettare nuove sfide in un periodo alquanto difficile.

Il libro tratta di quei nuovo mestieri che posso nascere all'interno della green economy e che possono fare la differenza oppure di perfezionarne di altri. Si parte dalla chimica verde, che già in Italia ha visto il suo sviluppo, ma non la loro piena affermazione. E poi tante piccole opere sostenibili che si vorrà allargare anche su scala nazionale, come l'utilizzo delle illuminazioni a LED e soprattutto il riciclo anche come fonte di energie.

Soprattutto ciò su cui vuole puntare l'attenzione Realacci, è la consapevolezza  e la motivazione che cittadini dovranno avere nella green economy come punto di partenza per uscire dalla crisi. Infatti il libro è rivolto a tutti coloro che proprio in questo periodo stanno cercando lavoro, per capire cosa le aziende stanno cercando e soprattutto capire perché quello dell'Italia, potrebbe essere un modello anche a livello internazionale.

16/06/12

L'Israele verde e il KKL



Sembra quasi impossibile a credersi, ma uno dei territori che più al mondo vive continuamente sotto i riflettori dei conflitti armati, è al tempo stesso uno dei territori più incontaminati e più verdi della terra. Stiamo parlando di Israele e il KKL, acronimo di Keren Kayemerh Leisrael, è l'organizzazione che da anni cerca di mantenere intatto questo bene dell'umanità. 

Era il 1901 e il KKL inizio la sua attività per cercare di mantenere incontaminato o quasi il territorio di Israele, o almeno cercare di contrastare l'avanzata del deserto che col passare degli anni si sarebbe intensificata in tutto il mondo. Il KKL, grazie all'aiuto di fondi provenienti da tutto il mondo, ha cercato di svolgere la sua attività sul riciclo e recupero  delle acque piovane e sulla piantagione di nuovi alberi. Quest'ultima è collegata al numero di abitanti, infatti l'organizzazione vuole puntare ad avere un alberto per ogni abitante. Una specie di suffragio universale ambientalista.
160.000 ettari di coltivazioni e foreste, 1000 parchi naturali, 260.000 metri cubi di acqua che mediamente vengono recuperati annualmente, 200.000 alberi piantati inseguito alla bonifica delle terre. 
Questi sono i dati che si hanno fino ad ora , ma anche gli obiettivi che si è prefissata per il futuro sono ambiziosi. Oltre ad un albero per ogni abitanti, l'organizzazione punta ancora più in altro: allargare i propri orizzonti e insediare l'uomo nel famoso deserto del Negev.

Il progetto che da un secolo porta avanti il KKL, ha fatto si che esso diventasse la più antica organizzazione ambientalista. Un'idea innovativa quella che si era proposta agli inizi del '900 e che ancora non sembra essere realizzata pienamente. Israele è al giorno d'oggi uno dei territori più verdi del terra, che cerca di far fronte alle necessità del nuovo millennio attraverso i suoi stessi strumenti e attraverso gli aiuti che riesce ad attenere e senza i quali tutto ciò non sarebbe stato possibile. 

07/06/12

Rio+20, cosa sarà




Dopo Durban 2011, molte questioni sono state rimandate alla conferenza di Rio+20, che si terrà dal 20 al 22 giugno in Brasile. Il tutto avverrà a distanza di 20 anni esatti dal primo vertice mondiale dell'UNCED (United Nations Conference on Environment and Developmen) del 1992.

Il vertice di RIo+20 avrà al centro delle discussioni due importanti tematiche:
  • Economia verde all'interno di uno sviluppo sostenibile come mezzo per ridurre la povertà, strumento che molti Stati hanno adottato negli ultimi tempi per far fronte non solo alla crisi economica, ma anche per cercare di avere effetti positivi sulle fasce della società meno abbienti;
  • Riforma della governance internazionale che si occupa di ambiente, apportando delle modifiche al quadro istituzionale per un miglioramento unitario delle politiche ambientali.
La preparazione dell'evento è iniziata già nel 2010 con un primo incontro a New York tra gli Stati aderenti, in cui si sono stabiliti alcuni aspetti fondamentali, quali il raggiungimento degli obiettivi e il miglioramento della situazione normativa. Un secondo incontro è avvenuto nel 2011, sempre a New York con lo scopo di approfondire le tematiche e stilare un documento finale per la conferenza. Un terzo incontro si terrà nei giorni immediatamente precedenti all'inizio dell'evento, con lo scopo di rifinire i dettagli finali.

Anche l'Italia si sta preparando all'evento, con alcune iniziative di fondamentale importanza incentrati sulla partecipazione civile alle tematiche dell'ambiente. Tali iniziative sono state il Forum della Società Civile, con la presentazione della conferenza di Rio+20 e la creazione di una banca dati in cui sono stati inserite tutte le esperienza della società per quanto riguarda il binomio sviluppo sostenibile e riduzione della povertà.

Ciò su cui si basa la conferenza di Rio+20 è una lunga serie di dichiarazioni che negli ultimi anni sono state firmate da numerosi paesi, che hanno avuto lo scopo di promuovere lo sviluppo sostenibile a livello nazionale. Infatti tema fondamentale dell'imminente vertice mondiale sarà proprio quello di promuovere una sostenibilità globale e ambientale che possa portare ad una nuova consapevolezza  in particolare della società civile. Proprio su quest'ultimo fondamentale soggetto che si vorrà incentrare l'intero vertice. Un nuovo modo di rafforzare l'impegno dei singoli Stati, non solo a livello di  ambientale, ma anche di politica, di economia e qualsiasi strato della società.

03/06/12

Renault Twizy




Troppa poca autonomia, troppo poco potenti e con tempi di ricarica troppo lunghi. Sono alcuni tra i più diffusi luoghi comuni riguardanti le auto elettriche, su cui la francese Renault sta puntando molto con ben quattro modelli identificati dalla sigla "ZE".

Uno di questi modelli, la Twizy, compatta city car, è oggetto di una prova: Renault da infatti la possibilità di utilizzare l'auto elettrica per 24 ore, in modo da sperimentare sulla propria pelle i pregi (e difetti) dell'auto.
Renault Twizy garantisce fino a 100km di autonomia ottenibili con una ricarica di poco più di tre ore, e si divide in due versioni, Twizy 45 e Twizy 80, il cui numero nel nome indica la velocità massima raggiunta dal modello.


Per prenotare la grande prova, disponibile fino al 31 luglio, basta andare al link a fondo articolo e inserire il proprio numero, per essere immediatamente richiamati da Renault per scegliere concessionaria e giorno della prova.

27/05/12

L'Italia e l'amianto.



Legambiente inizia ad avere sempre più un ruolo di primo piano nella lotta che da anni l'Italia cerca di combattere contro l'amianto. Oramai è una storia lunga a cui di tanto in tanto si aggiunge un nuovo tassello. 

Una legge in Italia esiste e risale al '92, in cui si stabiliva il divieto di utilizzare l'amianto e la possibilità di poter effettuare una bonifica delle strutture e poter procedere quindi all'eliminazione e alla sostituzione con altri materiali. 
A vent'anni dall'introduzione di tale legge, le cose sembrano essere rimaste pressoché uguali. Molte regioni ancora non hanno effettuato il censimento e di conseguenze tutto l'iter successivo. Legambiente nel suo ultimo rapporto testimonia come molte amministrazioni siano in forte ritardo per quanto riguarda la bonifica del territorio, ma alcune non sono stati avviati questi piani di smantellamento dell'amianto. Ancora oggi in molti città si trovano quindi strutture che contengono amianto e soprattutto si continuano a registrare casi di decessi dovuto ai tumori provati dall'amianto. 
Una delle note maggiormente positive degli ultimi anni è stata sicuramente la sentenza del Tribunale di Torino, che circa un anno fa ha dichiarato colpevoli i responsabili della multinazionale che aveva fatto numerose vittime a causa dell'amianto e che avevano dato vita al più grane processo sull'amianto che sia mai stato fatto in Italia.

L'amianto rappresenta, secondo una definizione di Legambiente, un killer silenzioso e spietato che negli anni ha fatto molte vittime nel mondo del lavoro e non solo. Ma ha anche colpito l'ambiente e continua a farlo tutt'oggi. Si erano avanzate proposte di provvedimenti, che permettevano la sostituzione dei tetti ancora in eternit con i pannelli fotovoltaici e con un conseguente incentivo per la produzione di energia. Ma anche questo sembra essere un processo sempre più lungo e sempre più incerto.

21/05/12

Rigenerazione sostenibile per le città



Anche le case e le città hanno una scadenza. A lungo termine ovviamente, ma hanno comunque un punto di arrivo, che può essere sempre più breve se non si corre ai ripari di quello che già c'è e soprattutto del nuovo. Rigenerare il vecchio e il nuovo verso un indirizzo sostenibile. 

Cosa bisogna fare? Partire dalle nostre città, renderle il più possibile sostenibili e al massimo compatibili con l'ambiente. Condizione che si è resa necessaria soprattutto negli ultimi tempi, viste le condizioni che secondo alcuni sarebbero non molto ottimali per un paese come l'Italia. Ancora esistono delle lacune in termini di riciclo di rifiuti, di distribuzione dei finanziamenti e i conseguenti interventi governativi in materia  di ambiente e di energie rinnovabili. Si lavorerà poi anche sulle singole case, che secondo alcuni rappresentano una grande fonte di dispersione di energie. 

Chi lo farà? CNAPPC (COnsiglio nazionale architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori) e l'ANCE (Associazione nazionale costruttori edili), che fa riferimento a Legambiente, hanno dato via a questo progetto. Un'idea che dovrà essere concretizzato nei prossimi anni, nei prossimi 3 anni per l'esattezza. Ciò significherebbe dare un segnale forte e di riqualificazione di tutte quelle risorse che il Paese ha e che non sembrano essere pienamente utilizzare. 
A ciò si arriverebbe anche grazie ad una nuova politica rivolta alla consapevolezza da parte dei cittadini, da cui dovrebbe partire questo progetto. Un metodo di coinvolgimento molto semplice e innovativo, in linea con i tempi. Un app per smartphone che permetterà al singolo cittadino di controllare lo stato di sostenibilità della propria casa.

20/05/12

Eco-patente e il suo successo



Per chi è un sostenitore dell'ambiente e cerca di aiutarlo come può, adesso c'è anche un riconoscimento ufficiale. Si tratta dell'eco-patente, che quest'anno è arrivata al suo terzo anno di vita e sta riscuotendo un enorme successo. 

L'eco-patente consiste in un riconoscimento che indica il grado personale di consapevolezza riguardo alcune tematiche ambientali e che  viene rilasciato nel momento in cui si consegue la patente di guida. 
Il progetto è nato infatti da un'iniziativa incrociata tra Legambiente e Confedertaai (Confederazione titolari autoscuole agenzie d’Italia), con lo scopo di insegnare ai giovani un utilizzo più consapevole dell'auto, rispettando l'ambiente e consumando meno energia. Il progetto è stato anche supportato dai vari Ministeri, dell'Ambiente, delle Infrastrutture e della Gioventù.
Questa speciale patente si consegue durante la normale patente di guida, attraverso alcune lezioni mirate sull'ambiente e che saranno poi esaminate attraverso un test valutativo. All'interno delle lezioni si cerca di impartire le migliori tecniche per ottimizzare al massimo il consumo di carburante e i migliori dispositivi che aiutano a farlo.

Fino ad oggi sono molte le autoscuole che hanno aderito all'iniziativa e soprattutto sono molte le società di energia, di costruttori e di tecnologie che hanno aderito all'iniziativa. Inoltre, il successo dell'iniziativa si è diffuso anche all'estero. In Spagna circa il 95% delle autoscuole che fanno parte della Federazione spagnola hanno aderito e quest'anno l'eco-patente arriverà anche in Germania. 


15/05/12

Tema: il bike sharing



Il bike sharing oramai è diventato una sana abitudine per chi vive in città, decidendo di lasciare la macchina un garage e di utilizzare al minimo i mezzi pubblici. Sempre più si sta espandendo nelle più importanti città e non solo.

Il bike sharing, letteralmente condivisione della bicicletta, è un servizio a noleggio di biciclette che possono essere utilizzate in città e che rientra a pieno in un più ampio progetto di sostenibilità ambientale.
Questo sistema consiste in alcune stazioni di bike che vengono posizionate in alcuni punti strategici delle città. Si possono utilizzare tramite un metodo meccanico e quindi con una chiave, oppure con  un metodo elettronico che prevede l'inserimento di una tessera elettronica. Quest'ultimo sistema, prevede una prima mezz'ora gratuita e poi il pagamento in base alle ore di utilizzo. Queste due diverse modalità hanno anche una diversa produzione: 
  • C’entro in bici per il sistema a chiave
  • Bicincittà per il sistema a scheda.

Chi usufruisce del servizio, deve registrarsi e poiché è un servizio a pagamento, sono stati istituiti anche degli abbonamenti annuali  o mensili. Una volta terminato l'utilizzo della bicicletta, la si può riporre in una delle tante stazioni presenti in città. Il sistema della registrazione permette una maggiore tutela delle bike da furti o danneggiamenti.

Si iniziò a parlare di bike sharing in Italia nel 2000 a Ravenna con un sistema meccanico e da lì si diffuse in tutta Italia, in particolare nel settentrione e nel centro. Ad oggi sono circa 130 i sistemi di bike sharing in Italia, ma la strada per un miglioramento e una diffusione del servizio è ancora lunga. 
Ad oggi solo Milano, con il sistema chiamato BikeMI, sembra essere quello più attivo con 128 stazioni e quasi due mila biciclette. 


10/05/12

10 consigli per salvare il Pianeta



In occasione della giornata mondiale della Terra, Earth Day tenutasi il 22 aprile scorso, in molti hanno cercato di stabilire quelle pratiche e quelle azioni che possono aiutare la nostra Terra a sopravvivere. 
Sono pratiche che andrebbero seguite quotidianamente da tutti i cittadini con un importante sostegno anche da parte delle istituzioni.

Quali sono questi consigli?

  1. Piantare alberi nei propri giardini, unendo l'utilità di aiutare il pianeta e anche l'aspetto estetico della nostra casa.
  2. Il liquame e escrementi umani come fonte per produrre energia. In un paesino vicino Londra è attiva una centrale, che con questo sistema alternativo di energia riesce a riscaldare 200 case.
  3. Mezzi pubblici, con un incentivo soprattutto ai mezzi che viaggiano gratis per ridurre ancora di più il traffico cittadino.
  4. Aiutare le organizzazioni che si occupano di ambiente e quindi creare dei veri e propri fondi green.
  5. Creare e ideare prodotti di una moda green e che quindi possono essere ecologi. Addirittura a Londra è stato aperto un negozio apposito per questo tipo di vestiti.
  6. Costruire casa che abbiano un basso impatto ambientale, per poter arrivare col tempo ad un impatto zero.
  7. Da quest'ultimo dare vita a delle vere e proprie eco-città, come è successo in una città cinese in cui c'è una copertura completa di tecnologie verdi.
  8. Produzione di energia pulita in casa attraverso l'eolico o il solare e poi rivenderla.
  9. Usare l'acqua con moderazione, usando piccoli accorgimenti durante le nostre azioni quotidiane.
  10. Incentivare  e promuovere la differenziata in tutti i comuni.


Si va dai piccoli gesti che possiamo fare ogni giorni, a quelli su larga a scala, passando per quelli ancora più bizzarri e strani. Ma comunque consigli e pratiche che sono state già messe in atto e che hanno fatto un po' esperienza. Tutti hanno un unico obiettivo e dimostrano come vivere in maniera più moderata e stando attenti all'ambiente, è possibile.

07/05/12

Alluminio in Italia, record del riciclo



Forse in Italia la raccolta differenziata non è diffusa in modo uniforme e sono ancora molte le tematiche riguardanti il riciclo che presentano delle carenze. Nonostante ciò, una buona notizia può far ben sperare il nostro paese e la sua lotta per la difesa del territorio e dell'ambiente. Secondo alcune stime, l'Italia sarebbe al terzo posto nel mondo (prima in Europa) per quanto riguarda il riciclo dell'alluminio e il 72% dell'alluminio che utilizziamo nel nostro paese deriva da materiali riciclati.

L'alluminio è forse quella materia prima che più di tutti può essere utilizzato per svariati altri materiali. Dalle lattine, alle scatole, ai fogli per conservare il cibo, ai barattoli, sono numerosi i materiali che vengono selezionati, fusi e poi trasformati in lingotti. Questi ultimi verranno rimessi sul mercato e acquistate da case di produzioni di automobili, biciclette, trasporti in generale, edilizia e anche arredamento, che a loro volta li utilizzano per altri oggetti. 
A ciò ha contribuito anche il processo di rigenerazione, con cui si estrae l'alluminio che viene mischiato nell'indifferenziata e quindi con altri materiali, generalmente umido. Un processo di selezione che attraverso un percorso un po' più lungo del precedente, porta alla formazione degli stessi lingotti di alluminio. Un metodo questo che è stato ideato dal Politecnico di Milano e che in  un certo modo fa fronte alla pigrizia o no, di quanti ancora non effettuano la raccolta differenziata. Fondamentali sono inoltre in numerosi siti di lavorazione dell'alluminio, che riescono a garantire il trattamento del materiale sul territorio italiano.


Tutto questo riciclo dell'alluminio, significa anche una minore emissione di gas serra e risparmio di energia che hanno portato l'Italia ad essere dietro nel mondo solo agli Stati Uniti e al Giappone. I dati confortanti però, devo avere anche il valore di incentivare la pratica della raccolta differenziata che nel nostro paese non ha raggiunto tutti i comuni. 

30/04/12

Albergo a cinque foglie


Non è uno scherzo se qualcuno vi consiglia un albergo a cinque foglie verdi, anziché uno a cinque stelle. Infatti negli ultimi tempi si può e si deve scegliere un alloggio in base al suo impatto ambientale e alla sua sostenibilità. Questo è il risultato di un ambizioso progetto portato avanti da LifeGate, il network di comunicazione che si occupa di promuovere un migliore stile di vita dell'uomo nell'ambiente che lo circonda.

Con questo nuovo progetto, ogni singolo albergo o anche un'intera struttura, possono migliorare le proprie prestazioni in funzione ambientale, grazie a una valutazione che si basa su cinque settori fondamentali: acqua, energia, rifiuti, acquisti e comportamenti. Analizzando questi ambiti, vengono assegnate un determinato numero di foglie, che rispecchiano il carattere sostenibile dell'albergo. 
A tal proposito è stato creato un servizio apposito che si chiama Stay for the planet, in cui è possibile registrarsi, compilare il questionario e ricevere costantemente consigli su come migliorare il proprio albergo. Addirittura c'è uno spazio dedicato all'acquisto di materiali sostenibili, con i conseguenti fornitori e dei corsi di formazione appositi per direttori e staff. 

Tutto ciò è stato creato per rispondere all'esigenza di quelle numerose persone che anche quando sono in vacanza, cercano di rispettare e aiutare l'ambiente, nonché loro stessi. Questo può considerarsi  come un bene anche per l'albergo o la struttura, la quale migliorando piccoli dettagli, può risparmiare su numerosi aspetti, guadagnando molto anche dal punto di vista dell'immagine.

24/04/12

Tema: la raccolta differenziata



La raccolta differenziata è diventata un'abitudine quotidiana, anche se ha ancora molta strada da fare nel nostro Paese. Infatti non in tutte le città  viene svolto tale servizio e anche se le modalità di svolgimento e le finalità differiscono da regione a regione.
Ma cos'è e come si svolge? 

La raccolta differenziata è quel processo di raccolta, attraverso il quale i cittadini distinguono le varie tipologie di rifiuti che vengono poi inseriti in appositi contenitori. Questo processo fa si che si  che alcuni di essi possano riutilizzare questi stessi materiali attraverso il riciclo. In questo modo vengono apportati dei benefici sia all'ambiente, in quanto si diminuirebbe l'inquinamento e soprattutto perché si potrebbero avere dei risparmi anche in termini di energia e di materie prime.
Elemento fondamentale della raccolta differenziata è sicuramente l'uso di contenitori appositi per i vari materiali. Questi ultimi vengono divisi in:

  • carta
  • plastica
  • alluminio
  • organico
  • rifiuti di imballaggi
  • plastiche molli
  • tipi di carta non riciclabili.
Le modalità in cui viene svolta è sostanzialmente di due tipologie alle quali ne viene affiancata, negli ultimi tempi, anche una terza.
La prima è quella dei famosi contenitori o cassonetti che hanno un colore diverso in base ai materiali a cui sono destinati. A livello europeo esistono dei colori standard per tutti i Paesi dell'Unione, ma in Italia non viene seguito e la scelta dei colori è a discrezione del comune oppure dell'azienda che fornisce i contenitori.
Poi c'è il porta a porta, in cui alcuni addetti al servizio si preoccupano di effettuare un servizio a domicilio. E infine la raccolta multimateriale, in cui è possibile abbinare alcuni prodotti, per una questione di comodità, che sono poi facilmente separabili.

In molti ancora oggi fanno ancora confusione su come dividere i materiali nei vari contenitori, ed è per questo che sono sempre più diffusi materiali informativi a riguardo, sul funzionamento e le finalità di tale processo. Infatti, la raccolta differenziata sembra essere uno degli obiettivi fondamentali per le associazioni ambientali, ma anche per le amministrazioni pubbliche.

15/04/12

Eolico e Regno Unito




Mentre nel mondo si cerca di promuovere e utilizzare il più possibile le energie rinnovabili, un paese cerca invece di fermare questo sviluppo. Il paese in questione, tra i più influenti al mondo, è il Regno Unito, che da qualche tempo ha avviato una campagna quasi al contrario per quanto riguarda le rinnovabili, in particolare dell'eolico o wind farm.

L'iniziativa è partita proprio dal governo britannico, che ha lanciato la proposta per l'abolizione delle turbine eoliche, considerate troppo costose per la popolazione soprattutto in questi tempi di crisi. Quindi il provvedimento dovrebbe essere diretto a diminuire i costi dei finanziamenti alle turbine, che fino ad ora secondo molti, non avrebbe prodotto i risultati sperati. Ciò a causa soprattutto delle poco favorevoli posizioni che non permettevano una buona produzione di energia. Ovviamente questo provvedimento ha suscitato numerose polemiche nel Regno Unito, soprattutto di coloro contrari al provvedimento.

All'interno di questo dibattito si è riusciti però a produrre qualcosa di buono. Infatti, se da un lato vengono ridotti i finanziamenti alle turbine eoliche, dall'altro si cerca di incentivare invece lo sviluppo delle microturbine eoliche. Queste fanno parte di quella nuova microgenerazione di nuove tecnologie per la produzione di energia, su cui si sta cercando di puntare. Ciò porterà con sé anche una nuova apertura per quanto riguarda il rilascio dei permessi urbanistici.
L'utilizzo di queste microturbine porterà ad un mercato molto più ampio, in quanto il loro utilizzo avviene su scala domestica e quindi facilmente attuabili e con costi un po' più contenuti da parte dei singoli cittadini.

12/04/12

L'utilità degli imballaggi




Qualche tempo fa si è svolta a Milano l'esposizione delle imprese di Ipack Ima, in cui sono state esposte alcune tra le più importanti novità nel settore degli imballaggi. Circa 1.300 espositori provenienti da 35 Paesi. Un evento che ha avuto successo sia tra visitatori e curiosi, sia tra le aziende interessate alle ultime novità del packaging. Ciò proprio proprio in un periodo in cui si sta di nuovo riproponendo il problema degli imballaggio e di come ridurre il loro impatto ambientale.

Imballare, impacchettare un qualsiasi oggetto, anche solo per un regalo, significa aumentare esponenzialmente l'impatto ambientale che i materiali posso avere. Senza dimenticare le vaste zone che vengono continuamente disboscate e che addirittura vengono acquisite dalle stesse società di packaging. Numerosi sono anche i casi in cui le aziende non hanno un occhio di riguardo per quanto riguarda la sostenibilità, registrando casi di sfruttamento del personale. Più aumenta la domanda di packaging, più aumenta il danno all'ambiente e non solo.

Sicuramente è una pratica di cui non si può fare a meno e con cui conviviamo tutti i giorni. Quindi bisogna ricorrere ai ripari e trasmettere questa nuova sensibilità nei confronti del packaging, è ciò che si vuole trasmettere.
Si vuole diffondere una nuova concezione di questo processo e dei materiali che vengono utilizzati. Infatti, ciò a cui si punta in particolare dopo l'esposizione dell'Ipack Ima, è quello di poter utilizzare i materiali del packaging in modo più utile per l'ambiente e per l'uomo stesso. Quindi più materiali riciclabili, almeno due su tre, e più materiali recuperabili. Tutto grazie all'aiuto di nuove macchine e soprattutto alle richieste che paesi, come quelli africani, chiedono da tempo per cercare di porre un freno agli enormi sprechi del packaging.

01/04/12

I cellulari? Ricicliamoli!




E' di uso comune, quando un telefono non lo si usa più, di lasciarlo nel cassetto oppure di buttarlo. Raramente si riporta indietro in un negozio. Questa purtroppo risulta essere una cattiva abitudine, per il riciclo dei materiali stessi e quindi anche per una questione di inquinamento ambientale.

Recenti ricerche hanno reso noto come solo l'1% dei telefonini in disuso viene riciclato, mentre tutto il resto viene gettato. Uno spreco questo che a lungo andare potrebbe far sentire i suoi effetti nel tempo.
A tal proposito è stata istituita un'associazione di industrie che negli ultimi tempi si sta specializzando in questo nuovo genere del riciclo. La Device Renewal Forum, questo il nome dell'associazione, ha spiegato che parti coma la fotocamera, il display e la batteria, se tenuti in buono condizioni, possono essere riciclate e continuate ad essere utilizzate. In tale modo anche il costo dei nuovi dispositivi potrebbe essere inferiore, addirittura del 50%. Per non parlare del risparmio, sia in termini di energia e sia sui materiali stessi. Una soluzione che si rivelerebbe utile in una zona, come quella europea, in cui vengono gettati circa 160 milioni di telefonini inutilizzabili.

Ma ancora tutto questo sembra essere in alto mare. Molte sono state le attività di sensibilizzazione su questa tematica, visto anche l'alto numero di cellulari che circolano al giorno d'oggi e che continuamente rinnoviamo. Soprattutto si punta sul motto "Il miglior riciclo è il riutilizzo". Ma le risposte sono ancora troppo poco.

21/03/12

WWF, caratteristiche e storia




Tra le tante associazioni che si occupano di ambiente, una tra le più importanti è sicuramente il WWF. Proviamo a tracciare una breve descrizione della sua funzione e della sua storia.

Il WWF, acronimo di World Wildlife Fund,ha una storia lunghissima, che inizia nel 1961 in Svizzera, dove tutt'ora mantiene la sua sede. Tra i fondatori del WWF va annoverato il principe Filippo di Edimburgo, marito della regina Elisabetta II. Negli anni '80 è stato prima presidente della sede britannica e poi venne nominato presidente internazionale del WWF. Oggi, invece è presidente onorario. Sin dalla sua nascita si è posta quei valori guida che li caratterizza ancora oggi:
- salvaguardare la biodiversità;
- preservare le risorse naturali;
- ridurre inquinamento.
Il tutto indirizzato ad un futuro di armonia tra l'uomo e la natura.
I primi fondatori, negli anni '60, erano naturalisti esperti, zoologi, veterinari, ricercatori e biologi. Ciò ha conferito a dare alla loro azione un carattere di scientificità e di concretezza.
Il logo dell'associazione è facilmente riconoscibile nell'orso bianco e nero sullo sfondo bianco.

In Italia è presente WWF Italia dal 1966 e mantiene gli stessi principi dell'organizzazione originaria. In particolare in Italia, il WWF tende a concentrarsi su due ecoregioni fondamentali, le Alpi e il Mar Mediterraneo con programmi di salvaguardia e prevenzioni. Tutto questo viene portato all'interno delle scuole, con apposite attività per portare la cittadinanza, fin dalla scuola alla sensibilizzazione di tali tematiche.

21/02/12

Orto in città, hobby utile e sostenibile





Il fai-da-te spopola adesso più che mai in tempi di crisi, in un periodo in cui si cerca di risparmiare il più possibile. E in questa categoria rientra a pieno titolo anche la coltivazione di un mini-orto sul proprio terrazzo. In particolare per chi abita in città, si sta diffondendo la moda di coltivare da sé alcuni prodotti e non solo le solite spezie.

Da qualche anno infatti, chi dispone un terrazzo nel proprio appartamento in città ha approfittato della coltivazione di un piccolissimo orto. Hobby, risparmio, ma anche aiutare l'ambiente, sono alla base di questa nuova moda.
A considerarla importante non sono solo i cittadini, ma anche alcune associazioni che sono nate ad hoc e che cercano di incentivare e di promuovere questa nuova attività, come addirittura un valore sociale. Una in particolare è Hortocity oganizzazione nata nel 2006, che non solo si occupa delle coltivazioni nello spazio urbano, ma anche di diffondere pratiche orticolture sostenibile cercando di diffonderle anche nei paesi in via di sviluppo.
Ma ad un livello ancora inferiore possiamo trovare dei veri e propri corsi e-learning per coltivare l'orto sul proprio terrazzo. Tutto ciò che serve è una connessione internet e buona volontà da parte di chi vuole apprendere. Infatti i corsi si svolgeranno come delle vere e proprie lezioni, concernenti esercitazioni pratiche con i conseguenti risultati. Sono presenti anche insegnanti e tutor che seguiranno passo passo i vari iscritti al corso. L'indirizzo di riferimento è http://www.ortiurbani.net/ .

Quest'ultima innovazione può far sorridere, ma sta avendo molto successo negli ultimi periodi. Sintomo di come qualcosa stia cambiando, di come spesso si vuole unire l'utile al dilettevole, chi vuole risparmiare e mangiare sano. Soprattutto si vuole diffondere un nuovo tipo di agricoltura, appunto quella biologica, intesa come attività sostenibile per convertire il territorio urbano.

02/02/12

Carnevale 2012, festa in green




Arriva Carnevale, la festa amata dai bambini e anche un po' dagli adulti. E neanche questa festa poteva sottrarsi alla richiesta d'aiuto dell'ambiente e diventare ecosostenibile. Quindi quello del 2012, sarà un carnevale green come in molti già lo hanno definito.

L'idea alternativa e in linea con alcune tematiche attuali è partita dagli organizzatori del Carnevale di Putignano e dalle varie amministrazioni della regione Puglia. Infatti, quest'anno il famoso Carnevale, avrà qualche innovazione e particolarità. Non mancheranno i tradizionali carri e le maschere. Ma non ci saranno mezzi elettrici a portarli in giro per la città. Tutto infatti sarà alimentato attraverso delle biciclette che porteranno in giro i giganti mascherati. Le bici, saranno i protagonisti assoluti della manifestazione. Infatti, saranno utilizzate anche per tutti i visitatori che desiderano partecipare. Saranno allestiti dei parcheggi e da lì si potrà utilizzare le biciclette disponibili presso alcuni bike-sharing.
Anche nel nostro piccolo, possiamo fare qualcosa per aiutare l'ambiente. Per quest'anno possiamo fare qualche sacrificio ed evitare di comprare nuovi vestiti di Carnevale, ma possiamo riciclare quelli vecchi oppure crearli direttamente in casa. È la moda che si sta diffondendo e si vuole portare nelle scuole e non solo. Anziché buttare vecchi indumenti, si possono utilizzare per costruire particolari vestiti per i bambini. Addirittura sul web sono presenti veri e propri tutorial, nati dopo che l'anno scorso si era diffusa tra alcuni la moda del vestito di carnevale fai da te.

Se l'anno scorso stava muovendo i primi passi, quest'anno sembra essere la parola d'ordine. Soprattutto iniziative come quella di Putignano vogliono essere da esempio per tutte quelle città che ogni anno ospitano grandi eventi per una delle feste più amate dai bambini. I buoni propositi sembrano esserci, ma il bilancio lo si potrà fare solo a festa finita.