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03/11/13

Ricerca e fotovoltaico - Inaugurati i nuovi laboratori ESTI

La Commissione Europea si é dotata di nuovi laboratori scientifici a supporto delle tecnologie solari. Qualche giorno fa infatti sono stati inaugurati i nuovi laboratori ESTI, l’European Solar Test Installation, ente questo gestito dal CCR, ovvero il Centro Comune di Ricerca e che altro non é che il servizio scientifico interno della Commissione Europea.

L’obiettivo della nuova installazione é quello di studiare e valutare le prestazioni dei più moderni ed avanzati dispositivi fotovoltaici al fine di aiutare lo sviluppo della normativa europea del settore e fornire il necessario supporto scientifico per l’adeguamento degli standard internazionali.


Il fotovoltaico é un settore di rilevanza strategica nella generazione di energie da fonti rinnovabili, in considerazione dei costi relativamente accessibili dei pannelli, minori a 1.500Euro/Kw ed offre un incredibile potenziale di sviluppo e miglioramento se pensiamo che il coefficiente di efficienza delle celle fotovoltaiche attuali è appena al 14% circa.

In tutto questo ESTI riveste il ruolo di laboratorio di riferimento nella verifica dei risultati raggiunti e nell'aiuto all'accesso ai programmi europei di sviluppo disponibili affinché le ricerche di trasformino poi in prodotti commerciali.

Lo sforzo profuso dalla Commissione Europea nell'ambito del fotovoltaico è notevole, basti pensare che i nuovi laboratori hanno rappresentato un investimento di oltre tre milioni di Euro, principalmente spesi per l’acquisto di attrezzature in grado di tenere il passo con un mercato, quale quello fotovoltaico, in rapida crescita e ha come riferimento un mercato che nel 2012 ha fatturato circa 25 miliardi di Euro.

I laboratori ESTI si sviluppano sia al coperto che in campo, in modo non solo da poter valutare la efficienza energetica del pannello fotovoltaico ma anche la durata nel tempo, la resistenza agli agenti atmosferici e l’invecchiamento delle celle solari, il tutto nelle naturali condizioni di uso del prodotto, ovvero all'aperto.

ESTI é dunque il laboratorio di riferimento in Europa per la diffusione di un sistema comparabile di misurazione dei dispositivi fotovoltaici; svolge attività di taratura di dispositivi fotovoltaici per i lavoratori nazionali; effettua consulenza pre-normativa a favore della Commissione Europea e presta consulenza post-normativa in particolare nell'ambito del costante adeguamento degli standard europei. Infine assieme ai vari laboratori nazionali svolge attività di ricerca e sviluppo di nuovi e migliori standard per affidabilità e prestazioni di tecnologie innovative.

Da ultimo, ma non per questo meno importante, ESTI è uno dei soli cinque laboratori al mondo che redige la classifica che viene presentata ogni sei mesi dei dispositivi fotovoltaici 'campioni di prestazioni'.  

Articolo di pvcompare.net

12/12/12

Legambiente, storia e attività



Legambiente è una delle associazioni italiane tra le più attive sul nostro territorio. Dal 1980 ha iniziato la sua attività, inizialmente nell'ambito delle ARCI e solo a partire dagli anni '90 è diventata autonoma, prendendo l'attuale nome di Legambiente. 
Associazione senza scopi di lucro, Legambiente si occupa non solo di ambiente e di natura, ma anche della salvaguardia del territorio, del patrimonio artistico e culturale e della salute collettiva. Anche se ciò che la contraddistingue da sempre rispetto alle altre organizzazioni è la particolare attenzione verso l'ambientalismo scientifico, più in generale delle sviluppo tecnologico e della ricerca.

Legambiente si pone come ideale l'azione del cambiamento che parte da una maggiore sensibilizzazione del genere umano, nei suoi aspetti più importanti. Tutto ciò si trasforma in una visione positiva ed ambiziosa del futuro, in cui è sempre l'uomo protagonista di un mondo più equo e migliore. Per giungere poi alla loro missione, quella di essere un movimento politico-culturale in cui i cittadini si uniscono e si organizzazioni per cercare di cambiare il mondo

Tra i tanti valori, Legambiente ha da sempre inserito:
ambientalismo scientifico
  • sostenibilità ambientale
  • solidarietà, cooperazione, equità sociale
  • qualità dei territori
  • bene comune
  • partecipazione democratica
  • autonomia e dialogo
  • conoscenza libera, consapevole, diffusa
  • rispetto della diversità.

Nella lunga storia di Legambiente, si possono annoverare la lotta contro le centrali nucleari inseguito al disastro di Cernobyl, la Goletta Verde, un viaggio lungo le coste italiane da Genova a Trieste in cui si verificavano lo stato delle zone balneari, la lotta alle ecomafie e il campionato solare a partire dal 2010.

11/07/12

Green economy, soluzioni italiane




Alcuni la considerano una risposta italiana alla conferenza di Rio, altri invece preferiscono vederla come un'iniziativa a sé, lontana dal fallimento dell'incontro brasiliano del mese scorso. In ogni caso, gli Stati Generali della Green Economy sembrano essere una svolta all'interno del campo delle iniziative sulla sostenibilità, che in questo caso vuole partire dall'Italia per essere poi un punto fondamentale anche a livello internazionale.

Gli Stati Generali sono composti e supportati da 39 categorie, che fanno riferimento ad alcuni settori, tra i quali il riciclo dei rifiuti, agricoltura, servizi ambientali e rinnovabili. Gli Stati si riuniranno insieme nel novembre prossimo a Rimini, nello specifico il 7 e l'8, mentre la fase di preparazione al meeting è già in corso. Infatti dal 3 luglio fino al 25 settembre si terranno vari gruppi di lavoro, su specifiche tematiche che saranno esposte nell'incontro finale di novembre.
I gruppi di lavoro sono così divisi:
  • eco-innovazione
  • eco-efficienza delle rinnovabili e del riciclo
  • risparmio energetico
  • fonti rinnovabili
  • servizi ambientali
  • mobilità sostenibile
  • filiere agricole
  • sviluppo di una finanza e di un credito sostenibili per la green economy.
L'obiettivo principale sarà quello di trovare la via italiana alla green economy. Vista in una doppia accezione: da una parte dell'ambientale, da preservare il più possibile e da sfruttare al tempo stesso nei limiti della natura, e dall'altra la via più prettamente economica, in cui una nuova economia green possa essere vista come un punto di rilancio per l'economia italiana in tempo di crisi. 

06/07/12

Spiagge e speculazioni



In tempi di vacanza bisogna fare i conti non solo col divertimento, ma anche sulla speculazione e su come difendersi dalle truffe in spiaggia. Infatti quest'ultimo è un fenomeno che negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede, emergendo come un'anomalia quasi ed esclusivamente italiana.

Tra le truffe più ricorrenti ci sono sicuramente le spiagge privatizzate, che portano i bagnati a pagare decine e decine d'euro per poter usufruire di una giornata di mare in pieno relax. Il tutto inseguito ad una chiara non applicazione della legge che stabiliva l'accesso gratuito in tutti gli stabilimenti balneari. Ciò ha portato ad all'aumento dell'enorme speculazione intorno agli stabilimenti balneari. In particolare questo ha provato una cementificazione delle spiagge stesse e quindi una deturpazione del paesaggio balneare.

A questo proposito c'è stata una movimentazione di massa da parte di numerose associazioni ambientaliste e da parte di alcuni esponenti politici, che hanno raccolto addirittura le firme necessaria per un referendum che probabilmente si terrà in primavera. Ma la mobilitazione va avanti anche sul web, con le varie segnalazioni e con la creazione di un manuale online per evitare le truffe, soprattutto in questo periodo dell'anno.

29/06/12

Media e sensibilità ambientale



Purtroppo la conferenza di Rio+20 non ha avuto i risultati che si sperava, sia a livello di decisioni, si a livello mediato. Infatti l'evento non ha avuto la risonanza che avrebbe di certo meritato. 

A tal proposito si sono fatti sentire alcuni giornalisti italiani che si occupano di queste tematiche con un appello rivolto ai grandi media italiani e non solo.
Il messaggio che hanno voluto mandare è quello di una maggiore consapevolezza che i cittadini devono avere delle problematiche a livello ambientale e che hanno riguardato e continuano a riguardare il nostro paese. 
Si era parlato nei mesi scorsi del pericolo che corre il nostro paese, soprattutto inseguito agli episodi di alluvioni e di altre catastrofi. Ma tutto si è fermato lì. Dai telegiornali nazionali, nell'ora di massima visione non se ne parla più, tanto meno a livello mondiale. Sono state poche, infatti, le TV o giornali che hanno trattato della conferenza di Rio+20, nonostante la portata mondiale dell'evento.

Certo se questi temi non vengono trattati su scala mondiale, difficilmente si potrà pretendere che vengano trattati in ambito locale.
Quindi ciò a cui fanno appello questo giornalisti, rivolgendosi ai grandi dell'editoria e del giornalismo, cercando soprattutto di uscire da quella retorica dell'emergenza che rischia di diventare quasi banale e di puntare all'informazione, piuttosto che al numero di spettatori o di lettori. Ovviamente esistono numerosi esperti del settore che si occupano anche di rinnovare queste informazioni, ma sembrano essere sempre troppo pochi e per questo bisogna fare molto di più.